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ELENA BONO
Scrittrice e poetessa
| Elena Bono è la più grande
scrittrice italiana del dopoguerra, ma sono in pochi a saperlo.
Dagli anni cinquanta e sessanta, quando insieme a Pasolini era
la giovane autrice di punta della Garzanti, Elena Bono ha
scritto romanzi, opere teatrali e poesie di straordinario valore
che sono stati prima confinate ai margini della grande editoria
e poi dimenticate. Ma non da tutti. Recentemente il critico
Giovanni Casoli ha presentato la sua opera in uno dei due volumi
della nuova antologia del ‘900 curata per Cittanuova definendola
“la più grande scrittrice vivente” e, in questo modo,
introducendo con coraggio un elemento di novità e di
contraddizione nel canone della letteratura italiana del secolo
scorso. |

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Ligure d’adozione,
ma nata nel 1921 nel Lazio, a Sonnino, Elena Bono ha esordito
nel 1952 come poetessa con I galli notturni (Garzanti) e come
narratrice nel 1956 con Morte di adamo (Garzanti), una
raccolta di racconti che colpì molto Emilio Cecchi per la
“scrittura estremamente composita e, al medesimo tempo, capace
delle più strane, labili evocazioni” e per la “violenza
espressiva al cui confronto certe immagini di un Altdofer e di
Grunewald possono sembrare degli zuccherini”. |
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Dieci anni più tardi, Pier Paolo Pasolini chiede a Elena Bono il
permesso di trarre un film dal suo dramma "La testa del
profeta", ma la scrittrice rifiuta garbatamente l’offerta dello
scrittore regista perché “non le sembra il caso di celebrare
questo tipo di nozze mistiche”. Allora sta già lavorando al suo
primo romanzo, "Come un fiume come un sogno". |
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Questo romanzo, il primo della trilogia “Uomo e Superuomo”,
prende spunto dall’eccidio compiuto dai nazisti il 15 febbraio
del 1945 a La Guazza sull’appennino ligure. |
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Il romanzo ha la forma della tragedia classica, così come il
secondo e il terzo episodio della trilogia, il romanzo breve "Una
valigia di cuoio nero", l’avvincente ricostruzione della
formazione di un giovane SS, e "Fanuel Nuti", la storia
del figlio bastardo di una prostituta che, giunto al termine
della sua esistenza, dal letto di ospedale racconta la sua
storia con la coscienza di chi, abbandonandosi a Dio, finalmente
si è liberato del peso schiacciante del proprio io ovvero della
schiavitù che ha determinato il dramma della sua vita. |
Altre opere:
La piccola e le grande morte;
Piccola Italia
Raccolta d'autunno
traduzioni di molte opere letterarie dal greco e dal
latino.
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Ha vinto numerosi premi letterari tra cui il
Premio del Consiglio Organizzativo Mondiale Arte e Cultura a
Città del Messico, nel 2000, e il Premio "Universo Donna"
indetto dalla Regione Sicilia, nel 2001. |
Da "Elena
Bono, il classico nascosto" di Stas' Gawronski
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