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DOVE SIAMO:




Per visite in giorni diversi da quelli indicati:
- Dott.sa Maurizia De Angelis tel. 347.0384077
Per tutte le altre comunicazioni:
- Direttore Dott. Alessandro Cocchieri tel. 349.3854070
e-mail: museoterrediconfine@gmail.com


INGRESSO:
Intero € 3,00 - Ridoto € 2,00
(bambini da 6 a 10 anni, scuole e gruppi oltre le 10 persone)

Il museo resta chiuso: 08/12 - 25/12 – 31/12 – 01/12 – PASQUA e PASQUETTA – 01/05 – 02/06 – 15/08


PERCORSO GUIDATO per il centro storico:
(Costo € 1 a persona)




SONNINO - Terra di Frontiera


Sonnino per molti secoli ha fatto da limite estremo dello Stato Pontificio e da baluardo nei confronti del Regno di Napoli.
Il suo territorio occupa, infatti, quel lembo meridionale della Ciociaria appartenuto fino agli anni Trenta al comprensorio di Frosinone e che un tempo, come provincia di Marittima e Campagna , costituiva, a sud, una delle frontiere dello Stato Pontificio.
In questo ambiente geografico, sino a tutto l'ottocento, la storia del paese è caratterizzata da un'opposizione dentro e fuori piuttosto ambigua e ambivalente , del tutto tipica dei territori di frontiera, non completamente definiti sotto il profilo politico-amministrativo e ancora non completamente ecumenizzati: l'economia prevalente era quella pastorale, tradizionalmente in antagonismo con l'agricoltura; il brigantaggio era di casa in tutta l'area compresa tra le palude pontine (Stato Pontificio) e la piana di Fondi (Regno di Napoli).
La stessa tradizione orale contemporanea, quanto guarda al passato, ricorda soprattutto storie di frontiera che raccontano di "sconfinamenti" (delle comunità vicine e dei briganti), di "oltrepassamenti" (dei pastori), di "trasferimenti" (dal paese nelle frazioni di pianura).
In questa peculiare cornice si inserisce la suggestiva Processione delle Torce che rappresenta in modo emblematico l'intera realtà antropologica di Sonnino, dove la nozione di"limes" traduce una vocazione del territorio a "giocare" sul confine gran parte delle proprie dinamiche identitarie.
(fonte Museo)


MUSEO Terre di Confine


Il tema del confine che caratterizza il Museo Demoetnoantropologico, inaugurato nel 2008, valorizza una vocazione del territorio, in vario modo percepita e rappresentata dalla vita sociale contemporanea.
La storia di Sonnino dal medioevo all'età moderna ha continuamente avuto a che fare con questioni riguardanti i confini.
Frontiera celebrata nelle cronache e nell'iconografia europea per l'indole ribelle dei suoi abitanti, briganti di fama impegnati in contese e conflitti territoriali con le comunità limitrofe, Sonnino è entrato nell'immaginario dei viaggiatori del Grand Tour e ancora oggi vanta, tra le sue principali manifestazioni, una processione che in occasione dell'Ascensione percorre a lume di torcia i confini del comune.
La missione del Museo presenta due finalità:
- rivisitare i contenuti della tradizione alla luce dell'esperienza contemporanea invitando a riflettere sul confine culturale come limite e come risorsa;
- mettere a fuoco quei momenti, quegli aspetti e quei personaggi che partecipano del processo di costruzione della nozione locale di patrimonio culturale.
L'allestimento è organizzato in scenografie, visioni, drammatizzazioni e altre suggestioni multisensoriali.
Al centro dell'attenzione non c'è una collezione di oggetti, ma la propensione a connettere storia ed etnografia, a comparare interpretazioni e significati, in modo da fornire al visitatore uno spazio di riflessione critica sulle vicissitudini dell'identità e sui cambiamenti in atto negli stili di vita locali.

Il percorso espositivo si snoda lungo quattro sezioni:



La prima: Terra di confine perchè? illustra alcune tematiche specifiche della realtà culturale sonninese e presenta in modo problematico la dimensione globale di cui questa realtà fa parte.



La seconda Patrimonio rappresentato/territorio vissuto focalizza il rapporto esistente tra alcune vicende storiche centrali per la vita degli abitanti e le attuali rappresentazioni dell'identità locale. Un posto di primo piano vi occupa la Processione delle Torce a cui si accompagnano stimolanti confronti interculturali.

Lattenzione si sposta poi su tre significativi Personaggi di frontiera (Maria Grazia, il brigante Gasbarrone e Giacomo Antonelli).
La storia di Maria Grazia, moglie di un brigante e vera propria icona della pittura di genere dell'epoca, ha un valore emblematico dal punto di vista della patrimonializzazione culturale locale, poichè la sua storia è connessa allo sfollamento di Sonninesi decretato da Pio VII nel 1819.
Con la figura di Antonio Gasbarrone (1793-1882), invece, non si centra l'attenzione sulla complessa storia del brigantaggio di cui altri musei trattano diffusamente, ma si mette a fuoco la storia di un brigante di successo che, con le sue gesta, ha travalicato sia i luoghi che la sua epoca.
Giacomo Antonelli (186-1876), figlio di un mercante di campagna, fu proptagonista degli ultimi decenni della storia politica dello Stato Pontificio ed ebbe una carriera che gli frutterà l'ambigua fama di "Richelieu" italiano nella Chiesa di Pio IX.

Il percorso termina con Parole e immagini dell'Altrove che pone l'attenzione sulle storie di vita, sulle percezioni attuali del territorio e sulle esperienze contemporanee.
Completano il Museo una sala visioni per propiezione di film e documentari e uno spazio espositivo per mostre temporanee.
(fonte Museo)


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