ANTONIO CUGINI
Je'bbare de Sonnino...
Ammes’ agl’Abborìggene...
Dalla Porta S.Pietre alla...
Dalla Piazza glio pesce....
Campéro sapènno
Gesù nato a Sonnino
Le Torce
Processo a Lombroso
Stamo alla frutta
Stamo alla frutta 2





PROCESSO A LOMBROSO
Commedia in vernacolo sonninese, rima baciata.

Prefazione:
Il prossimo 9/12 il tribunale di Lametia Terme emetterà il verdetto riguardante la restituzione dei resti del presunto brigante Villella al comune di Motta Santa Lucia

L'uomo si sa è un animate complesso
La volontarietà basilare nel processo
Nel soddisfacimento dei propri bisogni
esperienze vissute, riflessioni e sogni.
Conoscere il passato è fondamentale
Programmare il futuro quindi essenziale
Vivere il presente con sobrietà
Perseguendo alfin la felicità.

Parte prima:
Torino, 02112014. Museo Criminologico l'Ombroso, ore 23.59.
Nel giorno commemorativo dei defunti, i teschi ne approfittano per intentare un processo. Imputato Cesare Lombroso ed il Potere, che ha deciso di allestire nel 2009 questo tempio dell' orrore.
Pubblico Ministero, teschio informato sul fatti, ANTONIO GASBARRONE., brigante sonninese.

"Se vengo a sapé’ chi è chiglio babbeo
ch’ha misso jo nome a ‘sta specie de museo
Ce stacco le palle i ce pòto chiglio coso
Ma se pò’ chiamà ‘no museo Lombroso?

Aglio terzo mellennio, era deggetale,
l’università de Torino se merda (merita) ‘rennale (urinale)
aglio posto ‘lla coppa che dao aglie campiune.
Anzembr’ (insieme) aglio governo che ce divo je meliune.

"Me chiamo ‘Ndonio, bregante Gasbarrone
Jo teschio mejo è esposto a campione
Anzembr’a ‘tant’ ètre presunte delenquente.
Da ‘ ‘nno presunto scenziato, che ‘nc’ha capito niente.

Stanotte je teschie fao jo processo
Jo museo chiuso, ma è raperto jo cesso,
‘mputato è Lombroso, antropofobo cremenale.
Jo teschio sejo sta ‘ncima ‘nno rennale".

Chiarimenti inerenti la prima parte della commedia "Processo a Lombroso" Gasbarrone rappresenta il principio di libertà atemporole, la reazione alle avversità patite dai cedi meno abbienti, costretti e ridotti ad un’esistenza contrassegnata da condizioni disumane. Carestie ed epidemie sono all’ordine del giorno, mentre il Potere, in condizioni agiate, Francesi, Regno della Chiesa e poi sabaudo, viene così apostrofato da Gasbarrone: "La grascia" (abbondanza). La carestìa (patita dal popolo).
Comunque Antonio, o ‘Ndonio, resterà in galera per 45 anni, dal settembre 1925, anno giubilare, senza mai subire un processo. La atemporalità ed universalità di Gasbarrone è di grande attualità in queste ore, simboleggiando le angherie del Potere, la ferocia di una Oligarchia Plutocratica verso i ceti meno abbienti. Il messaggio però deve essere colto dai giovani, oggi imprigionati in una condizione genericamente disumana, prima tra tutte la dignità estorta dalla disoccupazione, per riflettere e reagire.


Seconda parte.

La parola a Villella (che parla attraverso Domenico Iannantuoni, presidente del Comitato No Lombroso).

Signori della corte Vostro Onore
Far da primo teste non basta solo il cuore
Vedendo ‘sta minchia de medico fetente
Impegno mio più forte è stare qui presente.
Son Giuseppe Villella, il bracciante io facevo
Sudando calmo e quieto nel timor di Dio vivevo.
Un giorno i piemontesi, avevo già 69 anni,
a forza mi deportaron nonostante i miei malanni..

La parola ai crani ignoti. che intonano il coro:
"Noi crani ignoti al museo deportati
Siamo i cittadini dal Potere trucidati.
Vivemmo raminghi tra mille nascondigli
Quelli ch’ancor ci umilian son de mignotta figli.

La parola a Villella

"Un tempio di cultura che si rispetti
È campione di etica, non di dispetti.
Mancando il principio del buon senso
Ruolo e funzione perdon senso.

La ricerca del punto di equilibrio
È "ombrata" dal punto di squilibrio.
La teoria della fossa occipetale
Per la scienza non geniale, è genitale.

Ancor prima che sentenzi il tribunale
Restituiscano resti e capitale
A chi pagò perdendo onore e reputazione
Per questa pessima ed indegna mal’azione."

Parte Terza

La parola al teschio omosessuale:

"Comunque si appelli, sono in primis un umano
Titolare di diritti e per taluni ancora strano.
Amicizia e fiducia di valori son pilastri
Quei che nutron dubbi sono autentici impiastri".

La parola al teschio matto:

"La vera differenza tra un matto ed uno studioso
È nel risultato di un comportamento odioso:
il primo è il risultato di una supposta malattia,
Lombroso è lo pseudo studioso più delinquente che ci sia!"

La parola alla Prostituta di Pavia, Teschio n.191:

"Gli uccelli dell’intera Lombardia
Entraron nella mia gabbia di Pavia.
Lo feci di sicuro con diletto
L’amore è sentimento non difetto.
L’odio per la donna, il matto, il diverso
È si folle, disumano, quindi perverso
È ‘cretinismo perfetto’ da strapazzo
È Lombroso pseudo scienziato de castozzo!"

Parte Quarta

La parola alla difesa Giuseppe Fortebraccia direttore del Museo:

"Son Loppino Bracciaforte
Ed in primis saluto la corte
Il Ministero dei Beni Culturali
Ha competenza dei beni e dei mali.
La mia funzione oppure missione
È mantenere questa funzione
Gestire un museo implica spese,
ridando i teschi vado a quel paese".
La parola alla seconda difesa Joseph Mengele medico di Auschwitz. teorico della Razza Ariana

"Fui l’autore della superiorità della razza
Sperimentando sui vivi col bisturi in piazza
Puttane, froci, comunisti ed Ebrei
Pulizia etnica feci e rifarei".

Commedia Processo a Lombroso. La parola al PM Antonio Gasbarrone che farà una breve autobiografia prima di articolare la sua proposta di condanna.:

"Dudece decembre millesettecentonovantatre
È la dì che sò nato je
Allora ce stava la carestia
La peste, jo tifo e la malaria ‘bbìa .

Je bracciante lavoraveno dudece ore la dì
Pe’ ‘nno mucceco de pane i cipolla a mesadì
Staccaveno je peschie dalla montagna
Pe ‘ffa ‘ca macèra i guaje a chi se lagna.

‘N’anno sì i gl’iètro puro la seccetà
Je potente s’attreppaveno i nù ‘npotavèmo magnà’.
Allora arevevo je francise
Volevano arollà’ je sonnenise.

Tra ‘glio Papa, Je francise i ‘glie padrune
Ne spresciaveno comm’aglie lemune.
1978 a settembre je francese
Fecìro tribbunale puro le chiese.

Tra stente, fame, meseria i desperazione
Addevento ‘n’ òme contro l’oppressione.
Jo governo che z’aricca è gentaglia
Jo popolo s’arebbella pe’ rappresaglia.

Delenquente duppio è ‘glio governante
Ch’affama jo popolo i ‘glio chiama bregante.
1825 j’ anno ‘glio giubbeleo
Me costetuìvo ‘co tutto jo gruppo meo.

Dice ‘ca ne deveno ‘ca ‘ddì ‘n’amnestia
Ce consegnèmo pe’ ‘nno sta ‘mmes’a ‘’nna via.
Quarantacinq’ anne de galera senza processo:
se chesta è la giustizia è meglio jo cesso.

Da vivo prima spresciato, doppo tradito,
da morto a ‘sto mosèo so ‘ffenito.
‘No certo Lombroso, che ‘nc ha capito ‘nca..o
Me dice delenquente i pe’ lla storia è pazzo".

Brigante, procede col capo d’accusa:

"Hao speculato sull’unetà d’Italia
Per rapenà’ jo paese dalla Sicilia.
Hao arollato chiglio massone de Mesa Recchia
Che fregavo je cavaglie a’ ‘nn’argentina vecchia.

‘No quarto de marsala je bretannece se sgallozzereno
Mill’asene mille porce cremenale arollereno .
Tra ‘glie poche allumenate j’ Antonelli Cardenale,
statista sonnenese che sgamavo j’ anemale.

Allora je contadine je chiamereno bregante
Ce tagliero le raccia pe’ non fà’ più je bracciante.
Lombroso jo scelliro pe’ giustifecà’ j’ olocausto,
J’ argomento geneteco a dì’ poco era ‘nfausto.

Jo deritto umano se fonda su ‘glio respetto
Mentre ‘sto museo tocca jo funno co’ glio despetto.
Je reste umane so’ patremonio delle comunetà
La storia socialmente utele se l’èta arecordà’.

‘Sto museo è glio monumento all’ideologia ‘glio profitto
Aglie massone e savoiarde ce cacciassero lo fritto.
Je valore morale teo sempre precedenza
J’ enteresse personale più che scienza è na scemenza.

M’hao tradito da vivo co’’ nna fauzza promessa
Senza ‘no processo a’ ‘ngalera m’hao fatto fessa.
Doppo morto m’hao allora spezzettato
Pe’ vedè’ ‘sto teschio hao puro pagato.

Allora jo teschio ch’ha umeliato j’ ètre umane
È chiglio de Lombroso i va dato a’ ‘glie cane.
La condanna ‘glio rettore ‘ll’uneversità de Torino…
Porta’’ncapo jo rennale i areportà’ je reste a Sonnino".